Ottobre 2009
» Terapie di supporto nei pazienti oncologici
Numerose statistiche dimostrano in maniera inequivocabile che la patologia oncologica rappresenta la seconda causa di mortalità subito dopo le malattie cardiovascolari; con questo semplice dato è abbastanza facile immaginare il numero di persone coinvolte e pertanto l’impatto emotivo e sociale.
E’difficile immaginare per chi non l’ha provato che cosa può provare un paziente (e i suoi familiari) alla comunicazione di diagnosi di tumore;è altrettanto difficile poi comprendere anche alcuni tipi di reazione che vanno dalla completa negazione alla completa passività in attesa della fine,alla voglia di combattere al completo lasciarsi andare,;comunque sia, non è mai facile pensare alla vita di tutti i giorni in maniera positiva con questo pensiero fisso in mente;la paura e la sfiducia diventano spesso compagni inseparabili.
Eppure le terapie convenzionali come la chirurgia la radioterapia e la chemioterapia si sono molto evolute in questi ultimi anni ed hanno consentito un miglioramento significativo dei risultati ;a mio avviso però c’è un settore che è in ritardo cioè la terapia di supporto.
Questa di solito viene concepita come il controllo del sintomo. Sono molti i farmaci che possono contrastare efficacemente i possibili sintomi legati alle cura o alla patologia oncologica ;spesso però a loro volta causano altri sintomi che devono essere contrastati con altri farmaci creando quindi una spirale che alla lunga stanca;inoltre vengono sovraccaricati i meccanismi di detossificazione e di produzione di energia che in tempo variabile riducono la loro attività indebolendo l’organismo e le sue capacità di resistenza.
Risulta evidente quindi che la terapia di supporto deve andare oltre:deve essere intrapresa come un intervento a largo spettro che miri ad ottenere e mantenere la massima efficienza dell’organismo e pertanto con maggiori possibilità di affrontare gli effetti indesiderati delle cure e maggiori possibilità di recupero.
cercare di mantenere il più alto livello di efficienza dell’organismo e le sue capacità di rigenerazione diventa un obiettivo fondamentale che deve far parte dell’approccio oncologico.
E ciò anche qualora non ci fosse la possibilità di giungere alla guarigione;anzi proprio quando si vuole mantenere una buona qualità di vita bisogna far leva sulle capacità metaboliche dell’organismo per quanto è possibile.
La proposta terapeutica dello studio San Luca è quella di utilizzare presidi terapeutici che hanno il fine di aiutare il paziente ad affrontare la sua malattia agendo con vari mezzi quali modulatori del sistema immunitario,integrazioni nutrizionali, terapia con catalizzatori, oligoelementi. Un posto particolare merita poi l’ipertermia che in molti Paesi viene utilizzata in maniera routinaria.
Gli schemi proposti hanno sempre lo scopo di integrarsi nell’iter terapeutico del paziente:data la assenza di effetti collaterali aggiuntivi ed in considerazione del meccanismo di azione si può indicare questa via come un contributo migliorativo che ha come bersaglio la globalità del paziente:
e non penso che sia poco!
Dr Marco Mancuso
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